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Colloquio di lavoro: i 10 errori da non fare

Il colloquio di lavoro è di importanza cruciale nella nostra carriera: sappiamo bene che non c’è una seconda occasione per fare una buona prima impressione.

Ecco allora un decalogo dei peggiori errori da evitare ad un colloquio di lavoro, che sia con l’ufficio del personale o che sia con un nostro potenziale cliente.

 

UNO VALE L’ALTRO

Deve essere chiaro sin da subito che voi volete quel lavoro. Proprio quello, non un lavoro qualsiasi, tanto perché vi serve uno stipendio.

Nel lavoro, come in amore, in amicizia e in tante altre cose, la passione e l’entusiasmo fanno la differenza. A parità di curriculum, vincerà sempre la persona più interessata e motivata.

 

IL RITARDO

Arrivare in ritardo è segno di: scarso interesse, maleducazione, disorganizzazione, cattiva gestione del tempo. Mi sembrano tutti buoni motivi per essere scartati a priori.

Ovviamente anche presentarsi con troppo anticipo può creare disagio, soprattutto se l’appuntamento non è in un’azienda di medio-grandi dimensioni.

 

IMPREPARATI

Studiatevi bene tutto: il sito dell’azienda, il progetto per il quale vi hanno chiamati, il mercato e i competitor. Sarete più preparati alle domande a bruciapelo.

Ma sopratutto dimostrerete un interesse sincero, senza dare l’impressione che avete inviato mille CV in giro e che vi trovate lì per caso.

 

 

LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE

Tutti vogliamo fare una buona impressione, ma è più apprezzata l’onestà che una bella bugia.

Non parlate fluentemente l’inglese? Ecco, non presentatevi come dei madrelingua!

 

PRESENTARSI PER QUELLO CHE NON SI È

Come in molte altre situazioni, l’atteggiamento vincente è essere se stessi.

Perché darsi delle arie o costruire un personaggio che presto o tardi verrà smascherato?

 

PROFESSIONALITÀ È NEI DETTAGLI

Un conto è la vita privata, in cui siamo liberi di fare quello che ci pare. Ma nel mondo del lavoro dobbiamo essere professionali in ogni aspetto che ci riguarda.

Evitate quindi indirizzi email imbarazzanti (bambolina89@…) oppure foto inadeguate (non basta essere venuti bene). Mi riferisco a: selfie, pose ammiccanti, ambientazioni poco professionali, …

 

ABBIGLIAMENTO INADEGUATO

Non importa che l’ambiente lavorativo è informale, non importa che chi vi intervista è vestito in modo più casual. Il dress code per il colloquio di lavoro deve essere formale.

Certo, bisogna anche essere coerenti con l’ambiente di lavoro, ma in generale meglio essere mediamente più eleganti. Perché anche un abbigliamento inadeguato potrebbe essere letto come segno di scarso interesse.

 

PARLAR MALE DEGLI EX COLLEGHI/CLIENTI

In generale, le persone negative, critiche e lagnose, non piacciono a nessuno.

Ma che effetto può fare su un datore di lavoro o su un potenziale cliente sentirvi parlar male dei loro predecessori?

 

SOTTOVALUTARE L’IMMAGINE ONLINE

Forse non tutti lo sanno, ma è prassi per i selezionatori andare a cercare i candidati sui Social Media. Ovviamente è quello che fanno anche i potenziali clienti: attenzione a cosa potrebbero trovare.

Certo, ognuno nel privato è libero di fare quello che vuole; ma le foto imbarazzanti lasciatele, appunto, private.

 

FREDDEZZA E MANCANZA DI EMPATIA

I selezionatori del personale, così come i clienti, non sono delle macchine: sono delle persone che stanno scegliendo delle persone. Non sottovalutate dunque il fattore umano: puntate sull’empatia, fate leva sulle emozioni, qualunque sia il lavoro.

In fin dei conti, non stanno scegliendo soltanto un fornitore di servizi, ma una persona con cui trascorreranno del tempo insieme. e si spera che sia piacevole!

 

Per saperne di più, date un’occhiata al corso di Personal Branding & Professional Image, che tengo con Tommaso Sorchiotti (ultimi posti in promo -20%).

Una giornata insieme per lavorare sugli aspetti di comunicazione dell’immagine online e offline, e imparare ad utilizzare sin da subito gli strumenti e le tecniche più efficaci per affermare il proprio business.

Tra le altre cose, i partecipanti ricevono il libro di Tommaso Personal Branding: Promuovere se stessi online per creare nuove opportunità. E in più, un quaderno di esercizi con gli stimoli operativi e la visione su come utilizzare le proprie capacità.

Vi aspettiamo!

Rossella Migliaccio
Consulente di Immagine

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Postato il novembre 10, 2015

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