In LIFESTYLE

Il mio stile lo decido io. Non la mia taglia.

Una domanda che mi sento rivolgere spesso è: “Dove posso comprare qualcosa di carino che sia della mia taglia?”.

Propongo soluzioni di styling, ma la verità è che questa è proprio una domanda difficile perché nei negozi di solito trovi dalla 38 alla 44.

Il problema non è solo quantitativo (nei negozi si trova poco o nulla). Il problema è anche qualitativo: la moda dalla 46 in su è per lo più noiosa e mortificante!

Ecco allora alcune riflessioni su questa annosa questione:

 

IL PROBLEMA NON È LA TAGLIA. È LO STILE.

Certo che esistono linee dedicate e brand specializzati, ma le proposte per le cosiddette oversize sono principalmente classiche.

La parola stessa la dice lunga: taglie comode. Della serie: se non sei magra, non puoi essere stilosa; puoi solo essere… comoda. Che, tradotto, vuol dire sciatta.

 

INVERTIAMO I FILTRI!

Prendiamo ad esempio i siti di shopping online; nei filtri trovate: collezione principale, taglie comode, petite, ecc. Poi, all’interno di queste categorie, trovate le varie proposte di stile.

Insomma, il concetto è: dimmi che taglia hai e io ti dico che stile devi avere.

Invece, bisognerebbe invertire i filtri e dare alla persona la libertà di scegliere: prima decido qual è il mio stile e poi ti dico che taglia mi serve.

 

ALL’ESTERO NON È COSÌ

Prendiamo Londra. Vai da Marks & Spencer e scegli il tuo stile: classic, fashion contemporary, office, ecc. Per ogni modello, c’è un’ampia scelta di misure. Di fatto, differenziano la taglia per ciascuno stile.

Mentre da noi si differenzia lo stile a seconda della taglia: se sei nei canoni, puoi essere trendy; altrimenti ti proponiamo abiti informi e mortificanti oppure estremamente classici.

 

IL MONDO È BELLO PERCHÉ È VARIO

All’estero sembrano decisamente più concreti e vicini alle esigenze delle persone vere. Intanto hanno un assortimento di taglie (e di colori) da farci impallidire!

Ma soprattutto differenziano in modo verticale: ogni pantalone ha la versione regular, corto o lungo e diversi adattamenti di gamba. Insomma, la taglia non cresce esponenzialmente: non è che se indosso la 46 ho una gamba di 2 metri!

E poi, all’interno di ciascuno stile e ciascun modello, si può spesso trovare una distinzione per conformazione fisica, perché non tutte le 46 sono uguali: chi ha più seno, chi più fianchi e così via…

 

GLI ACCESSORI

Da questo discorso non sono esclusi gli accessori! Pensiamo agli stivali: tante donne fanno fatica a trovare un modello che si riesca a chiudere al polpaccio. Magari calzano un banalissimo 38 di piede, ma hanno la gamba tornita e non si tira su la zip: cosa fanno? Non possono portare gli stivali?

Per non parlare dell’intimo: qualcosa sta cambiando, ma troppo lentamente! I reggiseni carini li puoi mettere solo se hai il seno piccolo o chirurgicamente modificato. Altrimenti ti metti gli stessi che porta tua nonna. E ancora una volta è la taglia a decidere lo stile!

 

E GLI ADOLESCENTI?

Tutto questo è ancora più grave se pensiamo agli adolescenti: a quella età la moda è un mezzo di espressione e di appartenenza. Girare per negozi con le amiche e non trovare nulla è frustrante. Basterebbe alzare le taglie!

Quante volte sento dire: “con quelle curve non mi sembra proprio il caso di mettere i leggings. Ma prima di giudicare, avete mai pensato qual è l’alternativa? Quando non trovi nulla di carino per la tua età e non hai scelta, cosa ti devi mettere?!

 

MA DI COSA STIAMO PARLANDO?!

In tutto questo, vorrei sottolineare che non stiamo parlando di grandi obesi o di persone affette da problemi di salute. Stiamo parlando di normalissime donne che superano la taglia 44.

Già questo dovrebbe farci riflettere: si può tagliare fuori dal mercato una fetta così importante della popolazione? Ha senso considerare over chi non veste dalla 38 alla 44?

 

VALE IN SALITA, MA ANCHE IN DISCESA…

Questa élite 38-44 esclude dal gioco della moda chi appena supera queste misure, ma non dimentichiamo che il disagio vale anche per donne molto minute che letteralmente non sanno come vestirsi!

Conosco gente che compra nei negozi per bambini e vi garantisco che non sono poche eccezioni… Anche per loro nelle boutique spesso non c’è nulla e sono relegate nel ghetto delle petite. Che non è meno ghetto delle oversize

 

ÉLITE O DEMOCRAZIA?

Certo, lo stilista può legittimamente scegliere quale donna vestire. Ma, nel suo complesso, il sistema moda non può essere così elitario!

E non mi riferisco solo ai grandi nomi, ma anche ai brand più democratici (che però sono democratici solo per prezzo e non per taglia).

La moda rischia di diventare un palcoscenico dove in poche possono esibirsi e in troppe restano a guardare. Non vogliamo essere spettatrici, ma protagoniste della moda. A qualunque età e in qualunque taglia.

Lasciate che siamo noi (e non la taglia) a decidere il nostro stile!

Rossella Migliaccio
Italian Image Institute

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10 Commenti

  1. Maria Rita Salvador
    2 anni ago

    Diffondiamo questo post a tutto il globo terracqueo…..!!!
    Non se ne può più di questa moda solo per donne 38/44, che noia!!!! Ma gli stilisti non capiscono che aprendo le loro menti creative (!!!), venderebbero anche molto di più?
    Io sono una 44/46, quindi non mi lamento, trovo quasi sempre quello che mi piace e mi sta bene, ma a volte sono cose comunque troppo da ragazzina e visto che ho 50 anni non sono comunque adatte.
    Grazie Rossella e speriamo che il mercato italiano di adegui al piu presto!
    Complimenti!

    Reply
    1. Rossella Migliaccio
      2 anni ago

      Non solo nei negozi c’è poco, ma sopra una certa taglia si trovano solo proposte classiche.
      Come se le cose carine/trendy/femminili fossero riservate solo alle magre. E tutte le altre?

      Reply
  2. Sabrina
    2 anni ago

    Semplicemente….. grazie.

    Reply
    1. Rossella Migliaccio
      2 anni ago

      è giusto parlarne e sollevare il problema.
      Grazie a te per aver letto e commentato 🙂

      Reply
  3. Flavia
    2 anni ago

    sono d’accordo su tutto.

    Reply
  4. Arielle Mallory
    2 anni ago

    Cara Rossella, ho scoperto da poco il suo blog, interessante, carino ma ahimé spesso molto incoerente. Prendiamo l’articolo di cui sopra, tante tante belle parole al vento sulle taglie “non conformi” all’ideale mediatico che ci circonda e poi cosa fa?
    Ho letto buona parte dei suo articoli dove dispensa utili consigli ma le foto correlate sono sempre di modelle/persone con una fisicità PERFETTA. Se vogliamo veramente abbattere questi muri dobbiamo cominciare a mettere anche delle foto di donne mela, pera, clessidra, piccole, alte, formose e grasse. Mettere le foto di modelle formose ma armoniose o di modelle piccole con un fisico perfetto non è sufficiente. Nella realtà non tutte hanno il fisico della modella Ashley Graham o di Laura Wells o di Eva Longoria e di Kylie Minogue tanto per citare esempi di formose e minute.
    Probabilmente le foto di una donna non armoniosa sono meno belle ma sarebbe davvero una bella vittoria cominciare a vederle in un articolo che non sia sempre e solo necessariamente legato a taglia, stile, impara ad accettarti ecc. ecc.
    Con affetto
    Arielle

    Reply
    1. Rossella Migliaccio
      2 anni ago

      Cara Arielle, innanzitutto grazie per essere una lettrice di questo blog e grazie per il tuo intervento.
      La coerenza è un valore molto importante, direi fondamentale in tutte le cose.
      È vero, le foto che trovi spesso nei miei post rappresentano delle modelle, ma sono solo esemplificative di outfit e capi di abbigliamento; non vogliono certo promuovere un canone estetico, peraltro irraggiungibile per noi comuni mortali.
      A mia parziale discolpa, devo anche anche dire che è difficile trovare degli indossati con ragazze “normali”: i cataloghi online rappresentano delle modelle, non c’è nulla da fare. O comunque nulla che io possa fare.
      Concordo sul principio di fondo del tuo commento, ma tant’è.
      Prometto di stare più attenta nei prossimi articoli: grazie per avermelo fatto notare 🙂

      Reply
  5. Margot Croce
    5 mesi ago

    Salve Rossella, ti faccio i più sinceri complimenti per la tua armocromia e i tuoi consigli di stile. Ti ho conosciuta sul web grazie a mia figlia che ti segue da tempo e spesso mi ha incitato a seguirti su instagram finchè non l’ho fatto.
    Sono sempre stata affascinata dai colori e sono solita dire che un colore lo indosso a seconda dell’umore del giorno. Naturalmente, sia io che mia figlia, abbiamo comprato il tuo libro!!! Ne siamo rimaste entusiaste. Ho faticato un pò a capire le mie caratteristiche, non ne sono sicura neanche adesso, penso di essere estate, sottotono freddo, brillante.
    Ho voluto lasciarti un commento proprio su quest’articolo perchè in effetti il problema della taglia a volte annichilisce il gusto che si ritrova a girare sempre sulle stesse cose, Io sono una 48/50. Qualcosa negli ultimi anni si è mosso, ma sempre troppo poco per chi, come me, ha voglia di cose estrose, particolari, non mortificanti, abiti che possano esprimere la propria personalità e gratificare il proprio gusto estetico.
    Mi auguro che si proceda con più accelerazione a questa innovazione dello stile anche per la non-magre e certamente la tua styling.philosophy da e darà una mano consistente.
    Un grande augurio di sempre maggior successo
    Margot

    Reply
    1. RM
      4 mesi ago

      Grazie mille per le belle parole, davvero.
      Me lo auguro anche io!
      Un abbraccio,
      Rossella

      Reply
  6. Gaia
    2 mesi ago

    Ashley è un esempio per tutte le donne! Forte, dinamica e carismatica. Io ho lavorato per Marina Rinaldi nella stagione in cui Ashley era testimonial e co-designer di una capsule collezione in denim per taglie curvy. Quei capi così aderenti ma studiati per abbracciare le forme rendevano ogni corpo estremamente sensuale e attraente. Ho usato questo esempio anche nella mia tesi di laurea, perchè credo che ogni donna possa trovare l’abbigliamento che più la fa sentire a suo agio, ma prima di tutto è una volontà che viene da dentro. Prima di stare bene con gli altri dobbiamo accettare ed amare noi stesse.
    Condivido l’idea dell’articolo, e credo che anche in Italia qualcosa stia cambiando.

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